27/03/12
01/03/12
CENA BENEFIT PER LA SCUOLA DOMENICO IN BANGLADESH.
Carissimi amici e compagni,
impossibile dimenticare Domenico e con lui la scuola primaria di Kolisha, in Bangladesh, che porta il suo nome.
Per questo anche quest'anno abbiamo organizzato una cena-incontro di sottoscrizione presso La Valle del Drago di Baresi: continuare a sostenere lo splendido progetto culturale-scolastico dell'Associazione di promozione sociale ilFilodiJuta di Parma che parteciperà a quest'evento con alcuni suoi soci.
Durante la serata sarà illustrato, con immagini e parole, il progresso del lavoro svolto nell'ultimo anno e, cenando, contribuiremo a garantire un pasto giornaliero anche ai bambini che frequentano la scuola.
Siete tutti invitati a partecipare a questa serata di memoria e solidarietà Venerdì 9 marzo alle ore 20 previa prenotazione, come da volantino allegato.
Vi aspettiamo e vi salutiamo cordialmente.
07/02/12
FASCIST LEGACY.
Ricordare il proprio passato
è fondamentale per capire il presente
e saper affrontare il futuro
In Italia dal 2005 ogni 10 febbraio è "il giorno del ricordo", una data istituita nel 2004 con il fine di "conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe" (dal testo di Legge).
Infangare la memoria della Resistenza, demonizzare i comunisti ed equiparare i Partigiani ai fascisti sono l'unico vero fine di questa giornata.
Infatti, è uno strano modo di ricordare; come se prima dell'otto settembre del '43 non fosse successo niente in quelle terre di confine e in tutto il mondo.
Integrare questi ricordi può aiutare a comprendere meglio ciò che avvenne in quel periodo che va dall'avvento del fascismo fino alla fine della seconda guerra mondiale.
Già nel 1920 Benito Mussolini aveva le idee chiare sulla Jugoslavia:
«Di fronte ad una razza inferiore e barbara come la slava, non si deve seguire la politica che dà lo zuccherino, ma quella del bastone. I confini dell'Italia devono essere il Brennero, il Nevoso e le Dinariche: io credo che si possano sacrificare 500.000 slavi barbari a 50.000 italiani».
NOI IL 10 FEBBRAIO VOGLIAMO RICORDARE TUTTO
e lo facciamo nella sede del PRC e di Unità Popolare a San Pellegrino, in Via Don L. Palazzolo, 34 alle ore 21,
con la proiezione del documentario della BBC "FASCIST LEGACY", acquistato ma mai mandato in onda dalla RAI,
sui crimini razziali fascisti in Jugoslavia e nelle colonie occupate.
Visualizza e diffondi il volantino
26/01/12
SAN PELLEGRINO TERME. 2012 (-6) BUON ANNO.
CONSIDERAZIONI AMARE.
Le rinomate Terme di San Pellegrino hanno trovato la loro definitiva e immaginaria collocazione nella splendida cornice del rondò che accoglie il turista, e chi ha bisogno di cure, con un manufatto che sembra promettere un soggiorno piacevole in una località davvero speciale.
I cittadini di San Pellegrino hanno atteso, con fiducia, per anni che il "Gigante Buono" portasse in paese le terme "più belle del mondo", degne della storia di una località conosciuta ed apprezzata internazionalmente.
QUESTA FIDUCIA NON PUO' ESSERE TRADITA: le terme non possono apparire in campagna elettorale ed eclissarsi subito dopo la chiusura dei seggi, tra i brindisi e i sorrisi degli amministratori.
Cari cittadini, vi avevamo chiesto di far sentire la vostra voce attraverso una cartolina di protesta, perchè essa avrebbe potuto sciogliere quel silenzio sul futuro del paese, utilissimo a chi fa affari alle spalle della gente: è vostro e nostro diritto chiedere ad alta voce che le TERME, quelle vere, non siano un rondò che al momento, tra statue e scritte pompose, promette solo il falso: se non vuoi che un giorno occora correggere in "San Pellegrino fu Terme" preparati a far sentire la tua voce per chiedere fatti, e non promesse ormai risibili.
Ai più giovani ricordiamo che il futuro di questo paese può essere il loro futuro: cosa fa questa amministrazione per prepararli a trovare spazio lavorativo?
La chiarezza su quello che sta realmente nascendo, o morendo, è l'unica che può evitare di buttare alle ortiche reali speranze di vero lavoro.
INTANTO... ammirate il rondò: promette tanto turismo, ma sembra voglia prenderci in giro e nascondere affari d'oro, roba da "Grande Presidente"!
27/11/11
COMMEMORAZIONE DEI MARTIRI DI CANTIGLIO.
segnaliamo l’ importante iniziativa in programma per DOMENICA 4 DICEMBRE, a ricordo delle vittime del rastrellamento nazifascista * Giorgio Issel * Marcel Jabin * Evaristo Galizzi * (Martiri di Cantiglio), avvenuto nello stesso giorno dell'anno 1943. Saliremo a piedi verso le pendici del Monte Cancervo (sentiero 130) e deporremo la Corona d’Alloro alla lapide che ricorda la strage. Interverranno Arrigo Arrigoni e Amelio Sonzogni dell’ANPI di Valle Brembana (vedi programma allegato). A seguire pranzo partigiano c/o rifugio Danelli.
Invitiamo tutti a provare l’emozionante escursione di fine autunno tra storia, natura e buona compagnia antifascista, sul Sentiero Partigiano Paganoni-Vitali. Segnaliamo la gradita presenza di una delegazione dell’ANPI Vigentina di Milano. Vi aspettiamo.
Fraterni saluti - Direttivo ANPI Valle Brembana
Scarica il volantino
01/11/11
94° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE RUSSA.
Carissimi compagni e compagne,
anche quest’anno vogliamo commemorare ed onorare l’anniversario della Rivoluzione Russa che ha cambiato le sorti del mondo dando un esempio immortale di come ci si può liberare dall’oppressione, dalla schiavitù e dall’imperialismo.
La cena-incontro autogestita vuole essere anche un contributo volontario per mantenere aperta l’unica sede politica antagonista condivisa da Unità Popolare, Rifondazione Comunista e Antifascisti di Valle Brembana.
Grazie anticipate ai compagni/e volontari che prepareranno i piatti e le torte speciali per l’evento e per i premi della consueta lotteria rossa che allieteranno la serata di SABATO 5 NOVEMBRE DALLE ORE 19.30 presso la nostra sede.
Buon anniversario a tutti/e!
| C |
Ricordare, difendere, approfondire la memoria storica è utile e necessario nella misura in cui riusciamo a tradurre questa memoria in azione culturale e politica, in consolidamento e accumulazione delle forze comuniste, in formazione per le nuove generazioni.
Se il 7 novembre 1917 è ancora una data che riteniamo di dover ricordare e onorare non è solo per un doveroso omaggio agli eroici furori di un tempo che fu. Di altro c'è urgente bisogno. In primo luogo di riappropriarsi della propria storia comunista, contro ogni demonizzazione, ma liberi anche da ogni mitizzazione. Il comunismo nasce come critica - critica teorica dell'economia politica borghese nel "Capitale" di Marx e critica come prassi politica per l'abolizione dello stato di cose presente, per il rovesciamento dei rapporti di proprietà borghese nella proprietà comunista.
I comunisti devono concepirsi e organizzarsi come soggetto autonomo, che assume l'iniziativa anche sul terreno insidioso e fondamentale della lotta culturale, senza attendere che siano altri a scegliere e determinare il terreno sul quale misurarsi.
La storia del '900 va studiata e approfondita dotandosi di tutti gli strumenti adeguati per un lavoro critico collettivo non solo per battere il "revisionismo storico", ma perché in essa vi è un bagaglio di esperienze fondamentali per la lotta politica di oggi, per le sue prospettive.
Commemorare oggi l'Ottobre significa pensare strategicamente per la ricomposizione e il rilancio su scala mondiale del movimento comunista. Un fattore importante per questo pensiero strategico è la costruzione, coordinando forze e intelligenze, capaci di leggere la nostra storia e di analizzare le contraddizioni mondiali e il loro sviluppo il che significa individuare nell'imperialismo le premesse non solo per una resistenza dei popoli alle aggressioni, ma anche della possibile trasformazione della guerra in rivoluzione, della resistenza nazionale in percorso di transizione socialista.
Pensare strategicamente significa sapersi dotare oggi anche degli strumenti culturali per la trasformazione socialista nel XXI secolo. Non guarderemo allora alla storia del comunismo novecentesco come una testimonianza del passato da salvaguardare dalle intemperie e intemperanze dei nuovi barbari, ma come una miniera preziosa, un tesoro di esperienze da cui apprendere, un patrimonio d’inestimabile valore in cui affondano le radici della nostra identità e del nostro futuro.
Non vivremo così immersi nella tattica quotidiana di un presente senza storia, ma nella prospettiva strategica della costruzione delle condizioni della rivoluzione, che è nelle cose presenti.
02/10/11
IL TENENTE ALVARO
Carissimi amici/che e compagni/e,
nel 2009 presentammo il primo libro "Ultimi fuochi di Resistenza" con l'autore Massimo Recchioni - promotore tra l'altro dell’Associazione Nazionale Partigiani Italiani e dell’Unione italiani nel mondo nella Repubblica Ceca - che anche quest'anno torna a trovarci, il prossimo giovedì 6 ottobre alle ore 21 presso la sede in Via Don L. Palazzolo a S. Pellegrino Terme, per presentare la sua seconda opera
Il Tenente Alvaro,
la Volante Rossa e i rifugiati politici in Cecoslovacchia
Il «tenente Alvaro» era il nome di battaglia di Giulio Paggio, il comandante della Volante Rossa, un raggruppamento di ex partigiani comunisti milanesi attivo nel dopoguerra. Con le sue azioni antifasciste e antipadronali ha incarnato i sentimenti di una «Resistenza tradita» perché incompiuta e non sfociata in una rivoluzione politica socialista.
La Volante Rossa operò fino al gennaio del 1949 rendendosi responsabile anche di alcuni omicidi.
Per la prima volta questo libro narra le vicende del suo mitico comandante che, evitato l’arresto, con l’aiuto del Pci riparò in Cecoslovacchia dove rimase per il resto della sua vita, nonostante la grazia concessagli nel 1978 dall’allora Presidente della Repubblica Sandro Pertini.
Il «tenente Alvaro» è stato un personaggio misterioso che ha vissuto per trent’anni sotto falso nome nella clandestinità. Ma è stato anche un personaggio molto scomodo, sia per la storia della Resistenza che per quella del Pci, la cui direzione ha sempre avuto con lui rapporti ambigui e contraddittori.
Per narrare queste vicende l’autore si è avvalso di numerose testimonianze raccolte tra gli ex rifugiati politici italiani in Cecoslovacchia che allora arrivarono a contare 500 comunisti accusati e condannati per reati compiuti nel corso delle lotte e degli scontri sociali del dopoguerra.
Ne emerge la storia finora sconosciuta di una comunità ritratta sia nelle sue sofferenze materiali che nella sua solidarietà ideale e affettiva nel contesto politico ed economico di una Cecoslovacchia impegnata nella costruzione di un socialismo poi rivelatosi fallimentare. Inoltre, vengono raccontate anche le esperienze di coloro che lavoravano a Radio Praga, nonché quella straordinaria di Oggi in Italia, emittente di controinformazione del Pci, costruita, animata e diretta da quei rifugiati, che da Praga trasmetteva in Italia.
Una emittente clandestina, poiché l’allora legislazione italiana impediva l’utilizzo privato delle frequenze radio.
A impreziosire l’opera vi è anche un apparato iconografico di oltre 30 fotografie inedite del tenente Alvaro e degli altri protagonisti delle vicende narrate.
Un libro di fondamentale importanza per la ricostruzione di un pezzo di storia del nostro paese sconosciuta perché occultata e rimossa.