24/04/09
22/04/09
ASSEMBLEA PUBBLICA
COSTITUZIONE DELLA REPUBBLICA ITALIANA
Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
Art. 4 La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Art. 35 La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni.
Art. 36 Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla sua famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Art. 37 La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore…
ASSEMBLEA PUBBLICA
dei lavoratori e delle lavoratrici della Valle Brembana a fronte della crisi
Giovedì 30 APRILE 2009 - ore 20,30
c/o CineTeatro di San Giovanni Bianco - BG
Parleranno delegati RSU e lavoratori delle aziende brembane
Saranno presenti Giovanna Vertova Docente di Economia Politica all'Università di Bergamo Roberto Trussardi Avvocato - Esperto in Diritto del Lavoro
Martino Signori Segreteria Provinciale CGIL - Camera del Lavoro di Bergamo
Coordina Fabrizio Consonni Unità Popolare Valle Brembana – Collettivo Domenico Belotti
Manifestazione del 20 dicembre 2008
Organizzano e partecipano RSU, lavoratori e lavoratrici: Meccanica Brembana S. Giovanni Bianco, CMS Zogno, SANPELLEGRINO S. Pellegrino T., Manifattura Valle Brembana Zogno, AREVA T&D FIR S. Pellegrino T., BREMBO, VALBREM Lenna e Unità Popolare Valle Brembana - Collettivo Domenico Belotti
Anche in Valle Brembana è arrivata la grande crisi che distrugge posti di lavoro e molte aziende, come in diverse parti d’Italia, speculano sui pur validi ammortizzatori sociali mettendo in mobilità i lavoratori o ne approfittano per chiusure selvagge senza nemmeno tentare tutte le strade possibili per salvaguardare i posti di lavoro. Cosicché i lavoratori sono i primi a pagare pesantemente il conto degli errori fatti da imprenditori e manager che
Manifestazione del 20 dicembre 2008
con le loro speculazioni prima immobiliari e poi finanziarie ed infine economiche hanno portato allo sfacelo sociale.
I provvedimenti del Governo, scarsi ed insignificanti, vanno solo nelle solite direzioni: banche e rottamazione di automobili!
Le amministrazioni locali in questi ultimi anni sono state per lo più alla finestra a guardare ed ora mostrano ancor di più la loro impotenza e impreparazione. Ma dov’è finita la politica che doveva rilanciare l’occupazione nei nostri territori?
Bisogna creare un nuovo tessuto economico e sociale con i soldi pubblici! Essi non vanno spesi per permettere agli “amici” di mettere le toppe alle loro chiappe! Ci vuole un piano di sviluppo da parte dello Stato e degli Enti locali che deve rendere conto dei risultati ai cittadini: posti di lavoro creati; diritti mantenuti; servizi sociali che rendano uguali tutti i cittadini, nelle opportunità e nelle prospettive (soprattutto per i giovani).
Insieme alla salvaguardia dei posti di lavoro è doveroso e opportuno mobilitarsi contro le privatizzazioni di scuola, sanità, beni fondamentali, trasporti, energia… perché ci si possa ancora sentire cittadini e non nuovi sudditi, come ai tempi della nobiltà e il clero.
E’ il momento di difendere le nostre vite dal capitalismo che mantiene buona parte della popolazione in una condizione di SOTTOSALARIO! Lo sfruttamento aumenta la crisi perché riduce la domanda dei beni di largo consumo.
Non facciamoci ingannare da false chiacchiere sul mercato. Non ci sono cinesi o extracomunitari da battere: c’è da ricreare un tessuto economico capace di guardare al mercato mondiale con cooperazione e intelligenza.
I lavoratori sono deboli e impauriti se restano soli, ma insieme possono far sentire la voce di un mondo nuovo! Insieme possono far abbassare la cresta a personaggi che chiedono i soldi pubblici con arroganza (Marcegaglia) senza dire grazie e senza creare vere prospettive occupazionali, dopo aver predicato per anni il libero mercato e il liberismo contro lo statalismo.
In Valle Brembana la situazione è sempre più grave: occorre dare forza e voce alla indignazione sociale e sottrarla ai giochi di partito, poco dignitosi in questa fase di grave incertezza sociale.
Chiediamo il contributo di tutti e pensiamo che il buon senso della gente possa farci uscire dal pantano del senso comune impostoci da TV e Stampa (razzismo, allarme sicurezza, ronde…) che ci sta portando verso il baratro di una società che guarda solo ai soldi.
La Valle Brembana non ha bisogno di “percassate”, di case da gioco, di beauty farm ed outlet di marca ma di posti di lavoro concreti.
INVITIAMO TUTTI I LAVORATORI a partecipare, portare le loro esperienze e solidarizzare con gli altri lavoratori nella ricerca unitaria di risposte e azioni comuni su come affrontare questa terribile crisi.
01/05/00
28/04/00
Domenico

Comunista da sempre, con la mente e il cuore rivolti ai problemi dei proletari di tutto il mondo, amante della montagna e della semplicità, impareggiabile nei rapporti umani.
Ho incontrato Domenico l’ultima sera dei suoi giorni, prima che affrontasse l’estremo sentiero della sua vita, con Manuela, sulle montagne della Valle Brembana. Era sereno e insieme abbiamo riso del comportamento di certi politici di sinistra che si ripresentano con vecchie e trite parole, e cercano di riguadagnare consenso, nella loro immutabile incapacità di guardare a quanto è accaduto in questi ultimi anni.
Il 26 agosto scorso non riuscivo a credere alle parole di Fausto che mi diceva che Domenico era morto. A 50 anni! Tutti noi comunisti di Valle Brembana abbiamo condiviso un dolore terribile. Domenico ci ha lasciato l’esempio meraviglioso della sua grande umanità. Ne faremo tesoro nel percorso di impegno politico che ci attende dopo la disfatta della sinistra elettoralistica.
Quante volte Domenico aveva fatto parte del servizio d’ordine che vigilava sull’ incolumità del segretario del PRC! Rideva e soffriva per quanto stava accadendo nel partito che lo aveva visto militante instancabile per tanti anni.
Insieme a noi egli ha condiviso il progetto di UNITA’ POPOLARE: con impegno ci si rimbocca le maniche e si torna a costruire un argine sia al nuovo fascismo delle destre, sia al disfacimento della sinistra, ormai allo sbando, guidata da gruppi politici talvolta arroganti, incapaci di rispondere alle esigenze del proletariato, sempre più numeroso e sempre più povero. Il nome di “Unità Popolare” ci è adesso più caro perché lo aveva proposto Domenico, con la sua semplicità e con la sua grande capacità di condivisione.
Domenico non era un parolaio e non dava risposte facili o banali. Molte volte mi rimproverava e mi sollecitava ad approfondire l’analisi in relazione a come si prefigura un percorso verso una società che conduca al superamento del capitalismo. I gruppi dirigenti di Rifondazione avevano di fatto abbandonato questo compito oppure falsificavano il senso stesso della domanda. Domenico soffriva a modo suo per questa cosa, con compostezza, ma lottava con determinazione per trovare nuovi spazi di aggregazione, dal basso, di tutti i compagni in un confronto leale e libero, a mente aperta.
Tante volte Domenico ha partecipato agli incontri previsti con altre forze politiche della Valle e si è sempre distinto per la sua correttezza e coerenza. La gioia più grande per Domenico era quella di poter condividere momenti di partecipazione reale, concreta, con i giovani, con i compagni e con le compagne nella costruzione di momenti che, dalle esperienze reali, prospettassero l’alternativa al capitalismo.
Due parole sintetizzano per Domenico tutto questo: unità popolare.
Compagno Domenico ricordo ancora le tue parole quando per le prime volte incontrai i compagni del Circolo di Valle Brembana. Dicesti: “Sono contento di come cresce il nostro circolo”. Io sono contento di averti conosciuto, compagno Domenico, insieme nell’ultima campagna elettorale abbiamo affisso i manifesti con la falce e il martello: che tristezza per entrambi vedere lì accanto l’insignificante simbolo della cosiddetta “Sinistra arcobaleno”. Per te falce e martello erano orgoglio umano e progetto di un’altra società senza i quali i proletari avrebbero visto allontanarsi le proprie speranze di riscatto. A te, con orgoglio, dedichiamo la nostra militanza.
A PUGNO CHIUSO!
GRAZIE a tutti per la sincera partecipazione e per l’apprezzamento umano e politico espresso in occasione della sua morte.
Aldo per tutti i compagni di Unità Popolare Valle Brembana - Collettivo “Domenico Belotti”